Monday, March 16, 2009

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Open letter to the lawyer. Marcello CAFUERI, PD Coordinator Francavilla

Dear Marcello,
first let me renew the best wishes for the task that was entrusted to you while in the complicated and stormy events of the P: D. Local. You need it!
On several occasions I have expressed, even in a strong and perhaps not shared concerns and worries about the fate of a party at the national level and local level did not express the role of central force in the political landscape, and above all considered equivocal and perhaps pretentious the overt "vocation majority" finally and now it seems to exclude any desire to "empowerment."
This vocation, of course, tende a ridisegnare e riaffermare il ruolo di un partito che sappia interpretare e fare sintesi alta di quanto emerge di positivo nella società complessivamente intesa offrendo risposte e strategie utili a perseguire il bene collettivo e non gli interessi di singoli o di corporazioni.
Si tratta,in buona sostanza e nelle odierne temperie culturali e sociali, di creare le basi di un’alternativa al modello culturale e politico oggi ancor più caratterizzato dal padrone unico del Centro destra e da un non più strisciante berlusconismo il cui virus ha gravemente “inquinato” anche le idealità di tanti elettori di centro sinistra avevano posto a base del consenso offerto.
E qui si pone il problema delle alleanze che,a mio parere, non può prescindere dall’esperienza di questi anni i cui errori comuni non possono indurre ad un’archiviazione indiscriminata.
Il partito Democratico,proprio in virtù del suo radicamento nella più nobile esperienza storico-culturale ispirata dalla Costituzione e dalla Resistenza, non può venir meno al ruolo storico di accompagnare e associare alla “cultura di governo” anche forze e movimenti spesso volgarmente definiti “estremisti” o “radicali”, processo allo stato non pienamente definito quanto meno nei metodi e nei contenuti al cui esito evidentemente ciascuna forza e movimento politico dovrà trarre le dovute e convinte conclusioni.
In questi anni ad onor del vero,nella insufficienza dei richiamati percorsi politici e programmatici, si è proceduto per composizione e scomposizione in vista di appuntamenti elettorali (vd. Dini, Mastella, sinistra, Popolari poi Popolari e Asinello e quindi Margherita per finire ai Democratici con le evidenti discrasie fra parti di ex Margherita ed ax D.S.).
Sarebbe uno smacco e sicuramente devastante per tante esperienze amministrative di centrosinistra in corso rinunciare a tale compito. Ciò tanto più rispetto a chi,non certamente in ossequio ai principi e valori della Costituzione, ha messo insieme forze ex fasciste e xenofobe.
Oggi compare la sirena di operazioni di natura centrista all’insegna sempre dell’improvvisazione o dell’emergenza.
Ma se è vero quanto si afferma, e nel vivere quotidiano ne abbiamo prova, circa la drammaticità della crisi economica che pare ancora non aver manifestato i suoi più tragici effetti, allora è il momento di assumerci le responsabilità del caso.
Francavilla in questi anni sappiamo come è stata governata e da chi, nessuno escluso pur con tutti gli sforzi odierni di porsi in secondo piano al solo scopo di favorire operazioni discutibili.
Conosciamo le conseguenze quasi letali di questa lunga gestione per l’immagine della Città e per il suo tessuto economico e produttivo a cui non sono stati estranei i silenzi e le complicità di autorevoli rappresentanti dell’imprenditoria locale.
Ai cittadini occorre rappresentare le responsabilità del degrado e come si intende uscire da tale situazione garantendo con messaggi e segnali concreti che l’alternativa che si vuole offrire è possibile perché,sconfiggendo un refrain molto in voga e spesso alibi per votare sempre gli stessi, non tutti si è uguali.
Il centrosinistra,per le ragioni che ben conosciamo, ha commesso errori e dimostrato spesso divisioni ideologiche e rivalità il più delle volte di natura personale.
Per quanto mi riguarda al momento, leggendo sia le tue dichiarazioni di intenti come anche il documento dei cosiddetti “dissidenti”, pare essere maturata la volontà di ripartire con la coalizione di centrosinistra per offrire alla città una possibile alternativa e,ove vi siano le condizioni, allargare la coalizione a quanti condividono effettivamente la volontà di cambiamento che sarebbe vanificata, guidati dal solo principio del vincere ad ogni costo, da alleanze innaturali, contraddittorieedall’insegna diun falsonuovismo.
Mi riferisco alle eccitazioni da qualcuno palesate di accordi con il Senatore Curto e magari con qualche imprenditore la cui azione in vari campi suscita simpatia ed anche “invidia sociale” e che sino a qualche giorni fa,legittimamente, ha rappresentato esigenze e strategie assolutamente alternative ed incompatibili rispetto al Centrosinistra (vd. esperienza Giunta presieduta dal Notaio Michele Errico pur censurabile sotto alcuni profili di rappresentatività e di gestione).
Dire no ad alleanze prive di ragioni fondanti e convincenti non significa favorire il P.D.L. i cui rappresentanti non possono esibire meriti in materia di buona amministrazione né tanto meno concedere, senza alcun titolo di merito, ad un qualche autorevole rappresentante locale del PDL il diritto di esibirsi quale cultore e difensore della legalità e della trasparenza o addirittura riconoscergli funzioni di contrasto all’affarismo.
Il pragmatismo, l’eccesso di realpolitik, la volontà di competere con meri cartelli elettorali composti da forze e personalità di diversa estrazione e volontà hanno pesantemente delegittimato la migliore cultura e tradizione di centrosinistra venendo meno la consapevolezza che le alleanze sono frutto di processi culturali e politici not short term.
All this should lead the center-left struggling to regain the enthusiasm but with a new relationship with individuals, associations with the effective participation of vital and productive, with the world of work, insecure and out of work, with the pros know emergency and for these reasons, ready to offer their image, with entire neighborhoods abbisognevoli of promises but no concrete actions and constant attention.
At this point, I submit to you, which voters also PD in the last election, I hope that some questions had to be evaluated in the sense of who cares about the fate of the PD.
In these hours and frenetic in the wake of candidacy President of Confindustria, Massimo Ferrarese, chasing rumors of possible convergence of the PD even with the inevitable and understandable implications for our region.
This initiative by what route, and needs political-cultural comparison is born?
Where would "the vocation majority" of the party wherever we will delivery your hands and feet to the advocates of a third pole and that it will not choose sides? What
dignity shown to have a party that merely externalize a mere function of enslavement to feuds and rivalries inside the center (Curto and Poli Bortone against PDL, Ferrarese against Vitali). That's right: the show was only the will of political cynicism and careerism or begging subject of some internal and external to the Party.
What would be, in what is happening behind the scenes, the boundary between the noble and persevering political logic of survival by some?
And finally: would you feel logical and consistent preference for the PD compared with the moans of the industrial workers who live dramas, unstable and at-risk youth "Future" awarded to the top, right now, for the senior positions in political representation a democratic institution which is the province? This even in the face of statements by the candidate of Ferrarese undressed right here for coated abbaracciarel'universo world!
heard so much because of public representations citizens are made aware and informed of what seems to be happening.
Pending feedback, greets you warmly career aspirations without a national policy or advocate for protection of private interests but ready to fight the final death of the policy.
Mario Filomeno

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